10 aprile 2013 – Nel settore della comunicazione è in atto una rivoluzione. Ma non è tanto, o meglio non solo, sul lato dei contenuti quanto su quello dei nuovi mercati e su quello dei mezzi, degli strumenti, delle piattaforme, se non proprio delle tecnologie su cui la comunicazione corre. Ne deriva un mondo del settore It e Tech in rapido cambiamento. Ma quanto è sostenibile il nuovo “ordine” che si sta delineando? O meglio, che tipo di imprese hanno le carte in regola per creare valore nel lungo periodo? Un’interesante contributo alla discussione arriva da Jens Peers, cio di Sustainable Equities Mirova, divisione di Natixis am dedicata agli investimenti socialmente responsabili, che osserva il fenomeno dal punto di vista dell’investitore che ragiona nel lungo periodo.

Il punto di partenza delle osservazioni di Peers è chiaro e incontestabile: il progresso tecnologico ci aiuterà ad affrontare tutte le sfide che caratterizzano la “rivoluzione” nella comunicazione, come del resto è avvenuto anche in passato. Tuttavia, “la velocità con cui vengono implementate nuove tecnologie è spaventosa. Ad esempio, l‘iPad ha cambiato per sempre il modo in cui gestiamo le informazioni e la comunicazione, ma talvolta ci dimentichiamo che la Apple ha introdotto il tablet sul mercato soltanto poco più di tre anni fa” afferma Peers. Il problema che spesso si pone a chi investe nel settore tecnologico è che l’introduzione di innovazioni “di rottura” può spesso trasformare i vincitori di ieri nei perdenti di domani. Insomma, nell’It la sostenibilità intesa come capacità di preparare strategie e pensare alla sopravvivenza nel lungo periodo è sempre più difficile da peseguire.

Peers ritiene che la chiave del successo sia quella di considerare principalmente i settori in cui la crescita è sostenuta da forti tendenze sottostanti in termini di domanda e di innovazione. I team di Mirova individuano tali fattori principalmente in tre categorie.

1) Capacità di acquisizione dei dati (Big Data). L’aumento della comunicazione e delle transazioni elettroniche ha determinato una crescita esponenziale della quantità di dati disponibili per le analisi. La maggior parte di tali dati non è strutturata, e le possibilità di analisi dei dati allo scopo di fornire un miglior servizio ai clienti e implementare strategie di marketing mirate sono ancora essenzialmente inesplorate. Secondo un recente studio di Morgan Stanley, nel settore IT gli investimenti volti all’ottenimento di una quantità sempre maggiore di dati in percentuale della spesa totale aumenteranno dal 24% nel 2011 al 28% nell’arco di 3 anni. Gli attuali leader in questo settore – IBM, Oracle e Microsoft – stanno già studiando nuove soluzioni per ottimizzare il proprio mix di prodotti, mentre nuovi concorrenti quali Amazon si stanno affacciando al mercato.

2) Accessibilità ai dati (Cloud Computing). Il vantaggio principale del cloud computing è quello di consentire ad un sempre maggior numero di individui di accedere a una sempre maggiore quantità di dati e applicazioni ed ad un’elevata capacità di rielaborazione di dati contemporaneamente e in luoghi differenti. Inoltre, il cloud computing consente la centralizzazione delle risorse IT, aumentando l’efficienza e riducendo i costi operativi. In uno studio di Merrill Lynch, questo mercato è stato stimato in quasi 120 miliardi di dollari nel periodo 2012-2015, il che rappresenta ancora soltanto il 12% circa della spesa complessiva per software e prodotti simili. Sebbene gli attori principali dell’industria IT, come Google, siano molto attivi in questo ambito, stanno emergendo anche nuovi operatori di nicchia come salesforce.com e LinkedIn.

3) Pagamenti Elettronici. L’introduzione dello smartphone ha determinato cambiamenti significativi nel comportamento dei consumatori. Al contempo, la crescita esponenziale dell’e-commerce rende più che mai attuale il tema della sicurezza nell’ambito dei sistemi di pagamento elettronico. Le opportunità legate ai pagamenti tramite dispositivi mobili sono estremamente varie. Secondo un recente studio di McKinsey, più di un miliardo di persone nei paesi emergenti possiede un cellulare, ma non un conto corrente bancario. Gli operatori e le società di telecomunicazioni potrebbero diventare i concorrenti principali delle banche nei mercati emergenti. Anche le aziende attive nel settore della sicurezza dei pagamenti elettronici, quali Gemalto, Ingenico e PayPal (eBay), potrebbero risultare vincitrici.

Per investire con successo nel settore IT è consigliabile evitare quelli che oggi costituiscono i “colossi” dell’industria, ma risultano vulnerabili alle innovazioni “di rottura”. Mentre alcune società, come Google, sono attive nel creare innovazione nei settori più rilevanti per il futuro, altre potrebbero utilizzare la liquidità in eccesso per acquisire le realtà che potrebbero costituire una minaccia al proprio modello di business. “È molto probabile che i target di tali acquisizioni siano attivi nei settori dei Big Data, Cloud Computing e Pagamenti Elettronici (con Tecnologie Mobili)” aggiunge Peers.

 

A cura di ETicaNews